Cari lettori,
oggi parliamo del libro "Colpa d'amore" di Elizabeth Von Armin.
Recensione
Colpa d'amore è un romanzo dove l'autrice con estrema abilità affronta il tema del tradimento femminile della protagonista nei confronti del marito. Ernest è appena scomparso e nel suo testamento lascia solamente mille sterline alla moglie, una miseria rispetto al patrimonio che possedeva.
Apparentemente Milly è una donna perfetta, che non ha mai infastidito il marito, mai una discussione, un litigio era sempre al suo posto. Però qualcosa deve essere successo altrimenti Ernest non avrebbe fatto una cosa del genere.
Il motivo è sconosciuto agli altri membri della famiglia Bott ma Milly ha capito che il marito era a conoscenza della sua relazione decennale con un professore universitario.
L'autrice ironizza sulla società ipocrita e moralista che giudica Milly e il suo tradimento, che suscita molto scalpore per l'epoca.
Pubblicato nel 1929, l'autrice punta l'attenzione sull'ipocrisia delle convenzioni sociale che regolano la vita delle persone dell'epoca, il sottile moralismo che pervade la buona società.
In questo libro qualcosa non ha funzionato la Von Armin scrive sempre in maniera molto piacevole e fluida, però non succede molto, l'evento più importante è il testamento ma poi Milly risulta essere un personaggio troppo passivo.
L'autrice ripete le stesse cose per pagine e pagine senza che il personaggio di Millie abbia un'evoluzione, rimane piatto e fermo senza trasmettere al lettore nessuna empatia.
Il ritmo del libro è molto lento, troppe riflessioni e descrizioni non accade nulla di eclatante, a lungo andare è risultato una lettura a tratti noiosa.
Un buon inizio che poi a mio avviso si perde mano a mano che la narrazione va avanti.
***
Trama
Uno scandalo incombe sulla famiglia Bott: il povero Ernest, appena deceduto in un incidente stradale, ha diseredato la moglie Milly. Possibile che quegli occhi di colomba, quella figuretta tanto dolce e amabile meritino un castigo tanto duro? La costernazione e l’indignazione iniziale dei Bott si trasformano presto in dubbio e sospetto: e se quei venticinque anni di vita matrimoniale nascondessero un inconfessabile segreto? La soave Milly si è forse macchiata di qualche oscuro peccato? Milly sa che l’esclusione dal testamento del marito non è che l’espiazione per un’esistenza di doppiezza: per tutto quel tempo ha amato uno studioso di Oxford, Arthur. Ora, finalmente, potrà chiarire la sua situazione con lui, raccontargli che Ernest era al corrente della loro relazione e accettare la sua proposta di matrimonio. Non vede l’ora di andarsene lontano dai Bott, lasciando tutti lì a bisbigliare su di lei. D’impulso Milly esce di casa con un piccolo bagaglio e si dirige alla stazione. Ma nulla andrà secondo le sue aspettative.
Autrice brillante e di raro anticonformismo, Elizabeth von Arnim conferma qui la sua straordinaria abilità nel tratteggiare precisi e caustici ritratti di un mondo dominato dall’ipocrisia e dalle convenzioni sociali. Nella sua profonda, incisiva e divertentissima messa a nudo dell’animo di ciascuno dei suoi protagonisti, l’accento cade sui punti scoperti della cosiddetta morale comune: davvero si può parlare di colpa quando si tratta di amore?
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